Wayne W. Dyer, "padre della motivazione": le Convinzioni.


Wayne W. Dyer, è un autore di fama internazionale e speaker in materia di sviluppo personale. È autore di 30 libri, ha creato molti programmi audio e video, ed è apparso su migliaia di programmi televisivi e radiofonici.
Dyer ha un dottorato in counseling educativo presso la Wayne State University ed è stato professore associato presso il St. John's University di New York.
Viene affettuosamente chiamato il "padre della motivazione" dai suoi fan. Nonostante la sua infanzia trascorsa in orfanotrofi e case-famiglia, il Dott. Dyer ha superato molti ostacoli per realizzare i suoi sogni. Oggi spende molto del suo tempo per mostrare agli altri come fare lo stesso.
"Nella vostra vita vedete essenzialmente ciò in cui credete. Se, per esempio, credete fermamente nella scarsità, ci pensate regolarmente e ne fate il fulcro delle vostre conversazioni, sono certo che ne vedrete moltissima. D'altro canto, se credete nella felicità e nell'abbondanza, se non pensate che a questo, ne parlate con tutti e agite di conseguenza, è assolutamente certo che vedrete ciò in cui credete."
In questa citazione l'autore si riferisce all' importanza che le CONVINZIONI hanno sul nostro modo di pensare ed agire. Esse esercitano una forte influenza nelle relazioni quotidiane (litigi, antipatie, simpatie, innamoramento ecc.) e determinano la nostra vita. Costituiscono "pilastri inconsci" molto radicati dentro di noi ai quali difficilmente rinunciamo.
Le convinzioni sono il frutto di apprendimenti emozionali significativi che ci dicono quello che possiamo fare e cosa è oltre le nostre capacità. Quante volte ci prefiggiamo obiettivi più o meno impegnativi per poi imbatterci in limiti interiori quasi come se ci fosse un sabotatore dentro di noi?...... Supponiamo che una persona non abbia mai provato a parlare l'inglese perché ipotizza che sia una lingua difficile. Si iscrive ad un corso, ma dopo un po' di lezioni scopre di aver appreso poco. I suoi amici rincarano la dose dicendo: "Ma lascia perdere, l'inglese non è per te!". Inoltre, il suo docente da il colpo di grazia: "Guardi...lei è proprio negato/a. Dovrò rifare il corso almeno un'altra volta!". Chi si occupa di insegnamento sa che non esistono cattivi alunni ma SOLO CATTIVI MAESTRI.
Da questi episodi può partire una generalizzazione "Io sono negato/a per l'inglese". Da questo momento in poi si crea un convinzione che cancellerà tutti i messaggi contrari (in cui viene dimostrato che può apprendere l'inglese) e deformerà possibili cambiamento positivi (ad esempio: "Ho pronunciato bene la frase in inglese? Bhe, è stata solo fortuna, io sono negato/a").
Possiamo cambiare le convinzioni limitanti e tenerci quelle potenzianti? La risposta è, chiaramente, affermativa.
 Quante volte durante la  crescita (dall'adolescenza ad oggi)  ribaltiamo  quello in cui crediamo  per ampliare la nostra visione del mondo? Quante cose pensiamo di non saper fare 10, 15 o 20 anni fa, mentre ora abbiamo acquisito quelle abilità che credevamo non essere alla nostra portata? Uno dei presupposti della PNL è:
"L'eccellenza è limitata soltanto dalla nostra percezione di ciò che è possibile. La PNL estende i limiti di ciò che è possibile".
  "Come è possibile cambiare una convinzione limitante? È così facile?"

Molte discipline dicono che bisogna ripetersi ogni giorno una frase che incarna la nuova convinzione in modo da "scalzare" quella limitante. Non è facile perché ci vuole molta forza di volontà. Spesso si verifica che la vecchia convinzione prenda il sopravvento sul lavoro che cerchiamo di fare.

Cosa riesce ad intaccare questi limiti interiori? La risposta è molto semplice: il dubbio! Una convinzione è uno schema di neuroni statico, cioè ben radicato. Quando cominciamo a nutrire qualche dubbio in merito alle nostre credenze, alcuni neuroni cominciano ad intaccare questo schema. Più fortemente e a lungo dubitiamo, più la convinzione si sfalda. 

Purtroppo, questo meccanismo funziona anche su quelle potenzianti: ad esempio, se siamo convinti di essere bravi a giocare a calcio, una serie di eventi contrari potrebbe intaccare questa convinzione.

Per questo motivo è importante mettersi alla prova ogni giorno per "dubitare" delle nostri limiti e apprezzare tutte le esperienze che nutrono il nostro nuovo modo di essere. E' fondamentale sperimentare esperienze diverse da quelle solitamente limitanti per rompere il circolo vizioso delle "cancellazioni" e "deformazioni".
La PNL fornisce anche dei sistemi rapidi ed efficaci per inserire "dubbi" nelle convinzioni limitanti grazie alle submodalità, piccoli strumenti ma estremamente potenti.
Sabrina Sotgiu

Igor Sibaldi: Il Coraggio



Nel suo libro Vocabolario, Igor Sibaldi si dedica alle “parole dei mondi più grandi”.

CORAGGIO. Viene dal latino cor, «cuore». E al pari di molte altre parole che finiscono per –aggio, indica:

  • un agire che abbia un preciso scopo (come in «atterraggio» è il giungere terra; in «ancoraggio» è l’ancorarsi ecc.);
  • l’ampiezza di qualcosa (come in «voltaggio», «amperaggio», «pescaggio» ecc.).

Coraggio, perciò, vuol dire fare cose che rivelino (a te innanzitutto) il tuo cuore, cioè la tua autenticità; e scoprire in tal modo quanto è grande quel che in te è autenticamente tuo. Mentre il contrario del coraggio, la codardia, è l’andare a coda bassa, accodandosi ad altri.

In tal senso letterale, il coraggio è ciò che, consapevolmente o inconsapevolmente, cerca chiunque sia attratto dalla Sapienza. Perciò l’ultima fase dell’Iniziazione si chiama da millenni l’«opera al rosso», o rubedo: è il momento in cui, nella personalità nuova dell’iniziato, il cuore comincia a battere e il sangue a pulsare.

Bisogna «collocare il cuore al suo posto», dicevano i sacerdoti egizi; e saper dire «sì» quando per te è sì, e «no» quando per te è no, diceva Gesù nei Vangeli (Matteo 5,37). È una perfetta definizione della salute psichica, dell’armonia interiore. E un nuovo modo di agire ne è sempre la manifestazione: è infatti impossibile accorgersi del proprio cuore e lasciare tutto così com’è; caratteristica fondamentale del coraggio è il far nascere e il realizzare desideri; il coraggio fa chiedere, e chi non chiede non ha ancora cuore. Altrettanto impossibile, poi, è che questo chiedere cessi, se non quando dal coraggio si retrocede a quel che si era prima di averlo conquistato.

Sabrina Sotgiu