Chi cerca bandi per l’intelligenza artificiale in Sardegna deve sapere una cosa prima di tutto: un bando regionale dedicato solo all’IA, per ora, non c’è. L’IA però rientra tra le spese finanziabili di diverse misure a fondo perduto, regionali, camerali e nazionali. Alcune sono aperte in questo momento, altre hanno appena chiuso e con buona probabilità torneranno, altre ancora sono annunciate ma aspettano gli atti che le rendano operative.
In questo articolo mettiamo ordine: cosa si può chiedere oggi, cosa conviene preparare per i prossimi bandi e quali errori evitare. La situazione è aggiornata a fine ottobre 2026. I bandi cambiano spesso, quindi prima di presentare una domanda il testo ufficiale va sempre controllato sul sito dell’ente.
Bandi per l’intelligenza artificiale in Sardegna: il quadro in breve
Partiamo da una fotografia. Questa tabella riassume le misure che una piccola impresa sarda può usare, oggi o a breve, per portare l’intelligenza artificiale in azienda.
| Misura | Chi la gestisce | Contributo | Stato a fine ottobre 2026 |
|---|---|---|---|
| Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale | Sardegna Ricerche | dal 70% fino al 90% (de minimis) | Domande sospese da marzo 2026 per esaurimento fondi |
| Aiuti per progetti di collaborazione per l’innovazione | Sardegna Ricerche | 100% per le reti, 80% per le imprese singole | Aperto fino al 30 novembre 2026 |
| Voucher Doppia Transizione 2026 | Camere di commercio di Cagliari-Oristano, Sassari, Nuoro | fino al 70% | Chiusi a settembre 2026, in valutazione |
| Voucher Cloud e Cybersecurity | Ministero delle Imprese, con Invitalia | fino al 50%, massimo 20.000 euro | Invio domande dal 10 novembre 2026 |
| Avviso 4/2026 Competenze avanzate | Fondimpresa | formazione finanziata | Piani da presentare tra novembre e dicembre 2026 |
Vediamole una per una.
Il bando regionale per la transizione digitale delle MPMI
È la misura più importante dell’anno per chi vuole digitalizzare un’impresa in Sardegna, e anche quella che ha fatto più rumore. Si chiama “Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale”, la gestisce Sardegna Ricerche ed è finanziata dal Programma regionale FESR 2021-2027.
Finanzia piani di digitalizzazione con investimenti (hardware, software, licenze, servizi cloud), consulenze e formazione del personale. Tra le funzioni ammesse c’è espressamente l’uso dell’intelligenza artificiale, accanto a gestionali, sicurezza informatica e integrazione dei dati. Possono partecipare micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Sardegna, con progetti a partire da 50.000 euro. In regime de minimis il contributo parte dal 70% della spesa e può arrivare al 90% con le premialità previste dal bando.
Il problema? È andato esaurito quasi subito. Lo sportello si è aperto il 16 marzo 2026 e già il 17 marzo alle 18 Sardegna Ricerche ha sospeso la presentazione delle domande, perché le richieste avevano superato i fondi disponibili. A giugno la dotazione è stata aumentata e oggi arriva a circa 34 milioni di euro, ma copre solo le prime 249 domande in ordine di arrivo. Le altre verranno esaminate solo se si libereranno risorse per rinunce o revoche.
Per chi non ha fatto domanda, quindi, oggi questo bando non è utilizzabile. Resta però una lezione preziosa: in Sardegna i bandi a sportello sulla digitalizzazione si chiudono in poche ore. Chi arriva con il progetto già pronto passa, chi inizia a pensarci il giorno dell’apertura resta fuori. Se la misura verrà riaperta, o se ne uscirà una simile, conviene farsi trovare preparati (più avanti vediamo come).
Aiuti per progetti di collaborazione per l’innovazione
Questo bando è aperto adesso, e non tutti lo conoscono. Lo gestisce sempre Sardegna Ricerche, con una dotazione di 7 milioni di euro, e finanzia progetti di innovazione di prodotto, di processo, organizzativa o di mercato, coerenti con la Strategia di specializzazione intelligente della Sardegna.
Non nomina esplicitamente l’intelligenza artificiale, ma un progetto che usa l’IA per innovare un processo o un servizio può rientrare, purché sia un vero progetto di innovazione e non il semplice acquisto di un abbonamento.
C’è però un limite importante su chi può partecipare. Il bando è pensato soprattutto per le reti di almeno tre micro, piccole o medie imprese unite da un contratto di rete, che possono ottenere il 100% dei costi ammissibili su progetti tra 150.000 e 300.000 euro. Le imprese singole possono partecipare solo se hanno già aderito a uno dei progetti di innovazione collaborativa finanziati in precedenza, e in quel caso il contributo è dell’80% su progetti tra 25.000 e 100.000 euro.
Le domande si trasmettono sulla piattaforma regionale SIPES dalle 12 del 15 ottobre fino al 30 novembre 2026, con procedura a sportello. Per chi fa già parte di una rete, o sta pensando di costruirne una con altre aziende del territorio, è un’occasione da valutare subito.
I voucher delle Camere di commercio sarde
Le tre Camere di commercio dell’isola hanno pubblicato anche nel 2026 il “Bando voucher Doppia Transizione”, pensato per digitalizzazione e sostenibilità. Sono contributi piccoli ma molto accessibili, adatti proprio alle micro imprese che vogliono fare un primo passo.
L’intelligenza artificiale è citata tra le tecnologie finanziabili, insieme a cybersecurity, cloud, gestionali, analisi dei dati e altre. Si possono coprire l’acquisto di tecnologie, la consulenza e la formazione del personale.
I numeri del 2026 erano questi. A Cagliari-Oristano il voucher copriva il 70% della spesa fino a 10.000 euro, con un investimento minimo di 4.000 euro, e chiedeva di aver compilato prima il test di maturità digitale SELFI 4.0. A Sassari la percentuale era sempre del 70% fino a 10.000 euro, con spesa minima di 3.000 euro. A Nuoro il contributo arrivava fino al 68%, con un massimo di poco più di 8.000 euro.
Tutte e tre le finestre si sono chiuse a settembre 2026, quindi per quest’anno è tardi. Questi voucher però vengono riproposti con regolarità da diversi anni, di solito con poche differenze. Chi è interessato può iniziare a prepararsi per la prossima edizione: fare il test SELFI 4.0, raccogliere i preventivi, verificare di essere in regola con il diritto camerale e il DURC.
Il voucher Cloud e Cybersecurity del Ministero
Tra le misure nazionali, questa è quella più vicina alle esigenze di una piccola impresa che vuole usare l’IA nel lavoro di tutti i giorni. La promuove il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il supporto di Invitalia.
Finanzia a fondo perduto fino al 50% delle spese, con un tetto di 20.000 euro, per servizi cloud (compresi i software in abbonamento, il cosiddetto SaaS), soluzioni di sicurezza informatica e i servizi professionali collegati, come configurazione e assistenza. Tra i software in cloud possono rientrare anche gestionali, CRM e strumenti di produttività con funzioni di intelligenza artificiale. Non sono invece ammessi i servizi pagati a consumo né la formazione. Conviene comunque verificare con il fornitore se la soluzione che interessa è davvero tra quelle agevolabili. E ricordarsi che uno strumento, anche finanziato, rende solo se c’è dietro un’idea chiara di cosa farne: un CRM con l’IA non serve a molto senza una strategia commerciale, come avevamo visto parlando di web marketing e PMI.
Possono partecipare PMI e lavoratori autonomi di tutta Italia, con una connessione internet di almeno 30 Mbps. La dotazione è di 150 milioni di euro, e circa 71 milioni sono riservati alle regioni del Mezzogiorno, Sardegna compresa. Due dettagli pratici da non sottovalutare: i servizi vanno acquistati da fornitori inseriti nell’elenco ufficiale approvato dal Ministero, e per la domanda servono SPID (o CNS o CIE), firma digitale e PEC.
Le date: la compilazione online è attiva dal 20 ottobre 2026, l’invio delle domande va dalle 12 del 10 novembre 2026 alle 12 del 20 gennaio 2027. Visto come sono andati gli altri bandi, aspettare l’ultimo giorno non sembra una grande idea.
La formazione sull’IA pagata dai fondi interprofessionali
C’è un capitolo che molte piccole imprese dimenticano: la formazione. Abbiamo visto nel nostro articolo su intelligenza artificiale per aziende che il primo ostacolo all’adozione dell’IA non sono i costi, ma la mancanza di competenze. E dal febbraio 2025 l’AI Act chiede a chi usa l’IA in ambito professionale di assicurare al personale un livello sufficiente di conoscenze.
La buona notizia è che questa formazione si può finanziare senza mettere mano al bilancio, attraverso i fondi paritetici interprofessionali. Sono fondi alimentati da una quota dei contributi che le aziende con dipendenti già versano all’INPS: aderire è gratuito.
Un esempio concreto è l’Avviso 4/2026 di Fondimpresa, il fondo più grande, con 30 milioni di euro per la formazione su competenze avanzate e sicurezza obbligatoria. L’intelligenza artificiale è tra i temi finanziabili, compresa l’alfabetizzazione richiesta dall’AI Act, e l’avviso dà priorità ai lavoratori di micro e piccole imprese. I piani formativi si presentano tra novembre e dicembre 2026, di solito attraverso un ente di formazione qualificato. Anche gli altri fondi interprofessionali pubblicano avvisi simili nel corso dell’anno, quindi vale la pena chiedere al proprio consulente del lavoro a quale fondo aderisce l’azienda.
La legge regionale sull’intelligenza artificiale: cosa aspettarsi
A marzo 2026 la Sardegna si è data una legge sull’intelligenza artificiale, la legge regionale n. 6 del 12 marzo 2026. Tra le altre cose prevede che la Regione possa concedere contributi e altre agevolazioni alle PMI per adottare soluzioni di IA nei processi produttivi, organizzativi e commerciali, oltre a percorsi di formazione e hub territoriali.
Per passare dalla legge ai bandi, però, serve una delibera della Giunta che stabilisca criteri e modalità dei contributi, e le risorse vanno trovate nel bilancio regionale. A metà ottobre 2026 questa delibera non risultava ancora approvata. È quindi una misura da tenere d’occhio: quando arriverà il bando, chi ha già un progetto in mano partirà avvantaggiato.
Come prepararsi per non restare fuori
Se c’è una cosa che il 2026 ha insegnato alle imprese sarde, è che i fondi per il digitale finiscono in fretta. La preparazione fa più differenza della fortuna. Ecco cosa si può fare già adesso, anche senza un bando aperto.
Prima di tutto, avere un progetto chiaro. Non “voglio usare l’IA”, ma quale attività si vuole migliorare, con quale strumento, con quale costo e con quale risultato atteso. È quello che chiedono tutti i bandi, e scriverlo all’ultimo momento è il modo migliore per sbagliare.
Poi raccogliere i preventivi e i documenti. Visura aggiornata, DURC regolare, diritto camerale pagato, firma digitale e PEC funzionanti. Sembrano dettagli, ma una domanda bloccata per un DURC scaduto è una domanda persa.
Conviene anche controllare il proprio de minimis, cioè quanti aiuti di questo tipo l’impresa ha già ricevuto negli ultimi tre anni: c’è un tetto di 300.000 euro, e molte misure camerali e regionali lo usano. Lo si verifica sul Registro nazionale degli aiuti di Stato.
Infine fare un’autovalutazione digitale. Il test SELFI 4.0 dei Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio è gratuito, richiesto da alcuni bandi e utile comunque per capire da dove partire.
Contributi e agevolazioni fiscali non sono la stessa cosa
Un’ultima precisazione, perché crea spesso confusione. Oltre ai contributi a fondo perduto esistono agevolazioni fiscali, come il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica del Mezzogiorno (che comprende anche la Sardegna) o l’iperammortamento previsto dalla legge di bilancio 2026. Possono essere molto convenienti, ma funzionano in modo diverso: non arrivano soldi sul conto, si risparmia sulle tasse. Vanno valutate insieme al commercialista e meritano un discorso a parte.
Da dove partire
Mettere insieme bandi, scadenze e requisiti può sembrare un lavoro a sé. Ma il punto di partenza è sempre lo stesso: capire cosa può fare l’intelligenza artificiale per la propria impresa, e preparare le persone a usarla bene.
Se vuoi capire quale strada ha senso per la tua attività, o costruire un percorso di formazione sull’IA per te e il tuo team, magari finanziato da un fondo interprofessionale, contattaci per una consulenza gratuita. Ti aiutiamo a fare ordine, senza promesse facili.