Come gestire la rabbia

Non è facile gestire la rabbia: la sentiamo esplodere nello stomaco, nel cuore, in ogni fibra del corpo, il battito cardiaco accelera, la voce cambia tono e volume, ogni muscolo si irrigidisce…

E’ uno stato molto pericoloso che può creare problemi a chi lo vive e a chi ne subisce le conseguenze! Imparare a gestire questa emozione così dirompente, e molto primitiva, è uno dei passaggi più importanti per arrivare a vivere una vita felice.

La rabbia ha un funzionamento meccanico molto chiaro: è una sorta di preparazione a situazioni estreme. Il battito cardiaco aumenta e il corpo si riempie di adrenalina. Ovvero: è tutto pronto per passare all’attacco o alla fuga.

E’ un sistema ancestrale, primitivo appunto. Ti prepari fisiologicamente ad una risposta ad un evento drammatico, ad un pericolo, ad un grosso rischio.

Questo meccanismo è stato fondamentale per la nostra evoluzione ed ha una sua utilità anche adesso. Il problema sorge quando questo meccanismo viene attivato con troppa facilità.

Non posso lasciare che il mio corpo si riempia di adrenalina solo perché il mio vicino sta fischiando in giardino e il suono mi disturba. Un fastidio non può scatenare tutta la rabbia che un essere umano può contenere.

Infatti, dietro la rabbia spesso si nascondono altre emozioni. In questi casi la rabbia funge da contenitore, o da maschera. Dietro questi improvvisi scatti d’ira si nascondono tristezza, delusione, sofferenza, paura…

Se ci sentiamo riempiti dalla rabbia in maniera non del tutto giustificata, è bene domandarsi: sto reprimendo delle emozioni? Ci sono delle emozioni che sono convinto che non devo provare?

Perché è proprio così che funziona in molti casi! Ci convinciamo di non dover provare certe emozioni e, per mantenere l’impegno con noi stessi, usiamo la rabbia come emozione sostitutiva. Come se fosse meglio e più adatta!

Ad esempio: qualcuno ci dà una notizia triste e noi, per non piangere, o per non dare un’immagine di noi stessi troppo disperata, preferiamo spaccare degli oggetti ed iniziare ad inveire contro tutto e tutti.

Quando sentiamo la rabbia salire è quindi molto saggio domandarsi se stiamo sostituendo qualche altra emozione. In caso affermativo sarebbe meglio lasciar uscire anzi l’emozione primaria. La via più diretta è quella più breve.

Detto questo, ci piace ribadire che la rabbia non è sempre un sentimento negativo. E’ utile e necessaria, come abbiamo già detto.

Provare rabbia è giusto e sensato in certe situazioni, ma una cosa è essere arrabbiati perché si è vittima di un sopruso o di una violenza, tutt’altra cosa è andare su tutte le furie perché il verduraio non ha a disposizione il prodotto che volevamo acquistare.

La tua rabbia è sotto controllo? Le cose insignificanti ti fanno andare su tutte le furie? Quando ti arrabbi tendi a spaccare tutto, o ad urlare e ad essere aggressivo? Ti capita continuamente di sentirti pieno di rabbia?

Tutti questi sono sintomi di una incapacità di gestione della rabbia. Bisognerebbe rivolgersi ad un professionista per intraprendere un percorso per migliorare questo problema. Perché è bene sottolinearlo, è un problema!

Ci sono delle buone abitudini che aiutano a gestire la rabbia cronica, e sarebbe bene che chi si sente troppo spesso pervaso da questo tipo di emozione, ne prenda nota!

Fare della regolare attività fisica aiuta molto a gestire ogni tipo di emozione, anche la rabbia. Puoi fare camminate, ciclismo, basket, nuoto, sollevamento pesi, arti marziali, danza, trekking, yoga, meditazione…

Puoi davvero sbizzarrirti nella scelta dell’attività che preferisci: l’importante è fare attività, muoversi. Questa sana abitudine abbasserà di molto i tuoi livelli di suscettibilità e migliorerà la gestione della rabbia a caldo.

Per gestire la rabbia in maniera adeguata è importante dormire bene! Un sonno disturbato o non sufficiente porta ad una difficile gestione di tutte le emozioni, specialmente della rabbia.

Quasi ogni adulto ha la necessità fisiologica di un sonno ristoratore di 7/8 ore. In mancanza di questo elemento, gestire la rabbia diventa davvero difficile.

Può aiutarti a gestire la rabbia anche scrivere un “diario della rabbia”! Mettere nero su bianco gli eventi che hanno portato alla tua rabbia, raccontare per filo e per segno cosa hai sentito dentro di te in quei momenti, ti sarà utilissimo!

Rileggendo quello che scrivi di volta in volta ti aiuterà a capire meglio come funzioni: potrai fare dei confronti e trovare delle somiglianze tra le varie arrabbiature.

Magari potresti accorgerti che la tua rabbia esplode quando ti viene rivolta un certo tipo di accusa, o un gesto, oppure potresti scoprire che a farti esplodere è sempre la stessa persona.

Ragionando su quello che scoprirai rileggendo il diario potrai davvero capire quali sono le tue emozioni primarie, e quali sono i motivi nascosti della tua rabbia.

Cerca di dominarti! Quando un collega ti fa impazzire perché ha la brutta abitudine di canticchiare mentre lavora, ad esempio, invece di fargli una scenata, o di reprimere totalmente la tua emozione sentendoti peggio che mai, prova ad andare da lui e spiegargli la situazione.

Usa il sistema dell’espressione assertiva! E’ questo un mondo di mezzo tra quello aggressivo e quello passivo. Non schiacci nulla attraverso l’espressione assertiva, né il diritto del collega di canticchiare, né il tuo diritto di concentrarti sul lavoro.

“Caro collega, mi rendo conto che canticchiare ti renda il lavoro più facile, ma potresti farlo ad un volume più basso? Perché altrimenti io non riesco a concentrarmi, e non posso lavorare.”

Ecco un esempio di espressione assertiva della rabbia. Non reprimi la tua rabbia, ma la lasci uscire sotto una forma non aggressiva, e molto ragionevole.

Impara ad avere un sorta di dialogo con la rabbia e con le tue emozioni in generale. Impara a conoscerti e a capire come funzionano i tuoi automatismi.

In breve diventerai una persona migliore, più matura e consapevole. Sii sempre positivo, assertivo e capace di trasformare il negativo in positivo. Potresti anche arrivare a ridere della tua stessa rabbia!

“Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente
con l’intento di gettarlo a qualcun altro;
sei tu quello che si scotta”

(Buddha)

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