Scienza vs spiritualità
Scienza vs spiritualità

Siamo qui a parlarvi del grande conflitto che ha animato il secolo precedente e quello in cui stiamo vivendo.

Scienza e Spiritualità; Spiritualità e Scienza.

 

Il dissidio è iniziato molto tempo fa, ma è solo nel Novecento che la scienza ha assunto un ruolo predominante nell’esperienza umana, ed ha lentamente isolato la spiritualità.

Capita infatti molto spesso che le persone che palesano il loro lato spirituale vengano irrise, così come secoli fa venivano irrisi i primi esperimenti scientifici.

Nei tempi, antichi quella che chiamiamo scienza era strettamente connessa con la spiritualità. Erano due braccia di un unico corpo. Due strumenti per raggiungere la Conoscenza.

Non ce n’era uno migliore ed uno peggiore: erano due strade, con tanti passaggi in comune, che esploravano lo stesso territorio. Nessuna divisione.

Probabilmente le prime scissioni ci sono state con la nascita delle religioni organizzate. I religiosi infatti hanno iniziato a fare distingui e ad approvare o disapprovare metodi di conoscenza. Tutto ciò che usciva dalle conoscenze approvate, era frutto del male.

Il metodo scientifico, secoli dopo, ha rigirato la frittata: tutto ciò che eccede dal percorso di conoscenza scientifico, non esiste. E’ una bufala. Oppio per i popoli.

Tra l’altro esiste una confusione molto forte anche a livello linguistico. Sono le parole le prime a creare confusione: la spiritualità viene confusa con la religione, e la scienza viene confusa con la tecnologia.

La confusione mette legna al fuoco di questo dualismo, e moltissime persone sembrano adorare la possibilità di prendere parte a questo genere di conflitti. Amano schierarsi da una parte e odiare l’altra.

Possibile che non ci sia modo di risanare questa antica ferita, questa separazione?

In un’intervista ha provato a rispondere a questa domanda Satish Kumar profondo conoscitore del mondo olistico, direttore dello Schumacher College, studioso e pacifista.

Intervistato da Maurizio Melis, proprio sulle tematiche che vi abbiamo appena proposto, Kumar ha risposto:

“Nella filosofia e nella visione del mondo orientali, scienza e spiritualità non sono visti come opposti, ma semmai come complementari. Così come sono complementari la destra e la sinistra, il sopra e il sotto, il maschie e il femminile, allo stesso modo, intuizione e razionalità, scienza e spiritualità sono complementari.”

“Vede, la scienza si interessa solo di ciò che può essere misurato, ciò che è misurabile è importante, ciò che non lo è, per la scienza non esiste, non è importante. Nella filosofia orientale invece ci sono entrambi gli aspetti: ciò che può essere misurato e ciò che non può esserlo. Non puoi misurare quanta compassione provi per qualcuno, o quanto amore. Quindi ci sono cose importanti che non possono essere misurate. Ecco da dove nasce il conflitto.”

Cosa accade alla scienza senza spiritualità e alla spiritualità senza scienza? Questo, in sintesi, è un altro quesito che Melis propone a Kumar:

“La scienza senza spiritualità è priva di una bussola morale, di valori. Sa come fare le cose ma non perché farle. Si preoccupa della metodologia ma non del significato. E così fa cose pericolose. Le armi nucleari sono frutto della scienza e della tecnologia; le sementi OGM sono creazioni della scienza e della tecnologia, e ora sono un tutt’uno con il denaro. Così come la scienza può diventare pericolosa senza la saggezza dello spirito, allo stesso modo, senza scienza la spiritualità può diventare fondamentalismo, generare religioni dogmatiche e intolleranti, fino a portare alla guerra. Quante guerre abbiamo visto causate da fondamentalismo? Fondamentalismo induista, cristiano, musulmano.

Così, la spiritualità ha bisogno del pensiero razionale per trascendere la conflittualità, e la scienza ha bisogno della spiritualità per acquistare senso e scopo; per rispondere al perché fare una certa cosa. Quindi scienza e spiritualità hanno bisogno l’una dell’altra.”

Queste osservazioni di Satish Kumar mettono in evidenza come molti dei grandi problemi dell’uomo moderno derivino proprio dalla scissione tra spiritualità e scienza.

Finché ognuna di queste letture del mondo andrà per conto proprio, saremo destinati a esagerazioni ed estremizzazioni da entrambi i lati. E ne pagheremo le conseguenze, esattamente come già ne stiamo pagando.

Divide et impera, dicevano i romani. La divisione ci rende tutti più controllabili, e nasconde meglio la verità.

L’opera di umiltà che sarebbe richiesta, visto che di questa esperienza umana sappiamo meno di quanto pensiamo di sapere, è lontana dall’essere compiuta.

Confidiamo in un futuro in cui i bisticci tra scienza e spiritualità giungeranno al termine e si uniranno nello sforzo di conoscere l’Uomo, l’Universo e l’Infinito.

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Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte; è quello che pone le vere domande.
(Claude Lévi-Strauss)

 

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