Maria-Tecla-Montessori

Maria Tecla Artemisia Montessori è stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, nota in tutto il mondo per il suo metodo educativo.

Pochi italiani, negli ultimi secoli, sono stati capaci di scrivere il loro nome a caratteri cubitali nella cultura internazionale. Maria Montessori ha fatto questo in un ambito estremamente delicato ed importante: il sistema educativo.

E proprio grazie al suo metodo educativo che in tutto il mondo, oggi, si trovano scuole “montessoriane”, ed è difficile pensare che tutto questo sia stato generato da una donna italiana nata a fine Ottocento.

Come è possibile che un metodo educativo così innovativo sia stato sviluppato molto tempo fa?

Come è riuscita una donna, italiana per giunta, ad arrivare al successo internazionale in quei tempi così poco inclini a considerare seriamente le idee femminili?

Maria Montessori trascorre l’infanzia e la giovinezza a Roma, seppure di nascita la famiglia è marchigiana. Qui la ragazza decide di fare un percorso di studi piuttosto originale: vorrebbe diventare ingegnere!

La famiglia, seppure molto aperta mentalmente, vorrebbe che la giovane diventasse una buona casalinga. Ma Maria è ostinata e riesce a strappare il consenso della famiglia e si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia.

Maria Montessori si laureerà nel 1896 con una tesi sulla psichiatria. Per meglio dare un’idea della rivoluzione che Montessori fece con questo titolo, vi basti pensare che fu la prima dottoressa nella storia d’Italia!

Questo la dice lunga sul carattere determinato di Maria e, purtroppo, la dice lunga anche sull’ambiente medico maschilista ed ottuso di quegli anni. Infatti, non saranno poche le minacce che Maria dovrà affrontare e non le saranno certo risparmiati insulti e brutti gesti.

Il mondo fortemente maschile si vedeva minacciato da questo nuovo modello di donna moderna. Maria per questo svilupperà delle forti perplessità sul mondo maschile, tanto che non si sposerà mai.

La sua carriera inizia proprio con i più deboli, i più dimenticati: i bambini disabili. Il suo amore per i piccoli è così forte che non abbandonerà mai questa sua missione.

Inizia poi una ricerca in un manicomio romano, dove dei bambini con difficoltà di comportamento sono tenuti rinchiusi assieme ad adulti malati di mente.

Il livello di abbandono affettivo di questi piccoli, trattati come adulti malati di mente, la porta a capire i limiti del metodo di insegnamento a questi pazienti così delicati.

Non riesca ancora ad identificare alla perfezione il problema e le possibili soluzioni, ma lavora ossessivamente all’osservazione e a fare prove.

Ed è proprio a seguito di ciò che stava vivendo in prima persona che Maria Montessori volle creare un metodo di insegnamento per bambini disabili!

Il concetto che la guida è alla base dell’evoluzione del pensiero pedagogico: i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all’interno delle quali sono più o meno propensi a imparare alcune cose per trascurarne delle altre.

Ecco allora la necessità di dividere i piani di studio e di apprendimento, per tararli sulle reali possibilità del bambino. Inutile insistere con metodi troppo rigidi, ogni bambino ha bisogno di un metodo su misura.

A noi sembrano scontate questi principi ma se sono così ovvi li dobbiamo a Montessori che li ha resi palesi. Prima l’insegnamento era uno, rigido e uguale per tutti.

A differenza dei metodi tradizionali, Maria sostituisce lettura e recita a memoria con strumenti concreti. Toccando e manipolando oggetti, ad esempio.

I risultati sono incredibili, tanto che in una prova supervisionata da esperti e dalla stessa Montessori, i bambini disabili realizzarono un punteggio più alto di quelli normodotati.

Un successo enorme. Ma si poteva fermare qui la vulcanica dottoressa? No. Infatti Maria si comincia a domandare se questo nuovo metodo potrebbe portare benefici anche ai bambini non disabili.

Apre a questo punto la “Casa dei Bambini”, a Roma, ed ottiene altri grandi successi. Le case dei bambini hanno così tanto successo che vengono replicate a Milano e in Svizzera.

Il nome della dottoressa italiana è conosciuto dagli esperti di tutto il mondo che leggono con avidità le sue opere seminali, come “Il metodo della pedagogia scientifica”, del 1909.

Ma sono tante gli scritti che dovremmo citare a questo riguardo:
“L’Antropologia pedagogica”, “Influenze delle condizioni di famiglia sul livello intellettuale degli scolari”, “Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini”, “L’autoeducazione nelle scuole elementari”, “Educazione e pace”, “Come educare il potenziale umano” … e tanti altri.

Il suo nome, grazie agli scritti e alle applicazioni pratiche, diventa il riferimento numero uno nel mondo, quando si parla di educazione infantile.

Ancora oggi le scuole montessoriane sono ovunque e godono un successo intramontabile. In Italia sono 138, ma quello che colpisce è la distribuzione delle scuole Montessori nel mondo:

Germania: 1.140 scuole Montessori, di cui 249 elementari e 60 secondarie.
Regno Unito: 800 scuole Montessori
Irlanda: 375 scuole Montessori
Paesi Bassi: 220 scuole Montessori, di cui 163 elementari e 22 secondarie
Svezia: 163 scuole Montessori
Francia: 52 scuole Montessori
Romania: 21 scuole Montessori, di cui 13 asili nido, 5 centri educazionali, 3 scuole
Svizzera: 19 scuole Montessori, di cui tre medie
Ucraina: 5 scuole Montessori
Malta: 1 scuola Montessori
Altri continenti
Stati Uniti: circa 4.500 scuole Montessori
India: circa 200 scuole Montessori
Giappone: 150 scuole Montessori
Nuova Zelanda: 65 scuole Montessori
Canada: 63 scuole Montessori
Maria visse in diversi parti d’Europa e viaggiò per il mondo, rientrò in Italia solo dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Morì in Olanda nel 1952.

Chi altri può vantare un successo così internazionale, così popolare ed eccezionale, nel proprio lavoro? Chi a discapito del mondo fortemente maschilista è riuscita ad imporre il suo nome come riferimento per l’educazione?

Nessun altro che Maria Montessori.

Sulla sua tomba l’epitaffio recita:

“Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”

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